Fino a 20.000 euro a fondo perduto per PMI e lavoratori autonomi che investono in cloud computing e sicurezza informatica.
Il Voucher Cloud e Cybersecurity del MIMIT entra nella sua fase decisiva. Con il decreto direttoriale del 29 luglio 2026 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha formato l’elenco definitivo dei fornitori abilitati: solo i servizi e i prodotti inseriti nel catalogo ministeriale, identificati da uno specifico codice, potranno essere oggetto di agevolazione. Si tratta dell’ultimo passaggio prima dell’apertura dello sportello dedicato alle imprese, i cui termini e modalità saranno definiti con un successivo provvedimento direttoriale, attesa indicativamente entro la fine del 2026.
Di cosa si tratta
La misura, finanziata con una dotazione complessiva di 150 milioni di euro (di cui oltre 71 milioni riservati alle regioni del Mezzogiorno), sostiene la transizione digitale di PMI e lavoratori autonomi attraverso un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro, concesso in regime de minimis. L’investimento minimo richiesto è di 4.000 euro.
Chi può beneficiarne
Possono accedere all’agevolazione le PMI e i lavoratori autonomi (inclusi liberi professionisti iscritti agli ordini ed esercenti professioni non ordinistiche) operanti su tutto il territorio nazionale, che al momento della domanda dispongano di un contratto di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps e siano in regola con i requisiti previsti, tra cui gli obblighi assicurativi contro i rischi catastrofali.
Cosa si può finanziare
Il voucher copre l’acquisto diretto o in abbonamento di servizi e prodotti riconducibili a cinque categorie:
- soluzioni hardware di cybersecurity: firewall e firewall di nuova generazione (NGFW), router e switch sicuri, sistemi di prevenzione delle intrusioni (IPS);
- soluzioni software di cybersecurity: antivirus e antimalware, monitoraggio delle reti, crittografia dei dati, sistemi SIEM, gestione delle vulnerabilità;
- servizi cloud infrastrutturali: virtual machine, storage e backup, network e security (incluse VPN e protezione anti-DDoS), database;
- servizi cloud SaaS: software di contabilità, HRM, ERP — incluse le soluzioni di produttività aziendale integrate con intelligenza artificiale — CMS, e-commerce e CRM;
- servizi professionali di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo, nel limite del 30% del piano di spesa.
Sono agevolabili esclusivamente soluzioni nuove e aggiuntive rispetto a quelle già in uso, oppure soluzioni che rappresentino un effettivo miglioramento: non è ammessa la semplice sostituzione con prodotti dalle prestazioni analoghe. Tutti i servizi devono inoltre essere erogati da fornitori iscritti all’elenco ministeriale.
Perché muoversi adesso
Le domande saranno gestite con procedura a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione: farsi trovare pronti all’apertura sarà determinante. Questo è il momento giusto per analizzare i fabbisogni digitali della propria azienda, definire il piano di spesa e individuare i fornitori abilitati, così da presentare la domanda nei primi giorni utili.




